Vittoria indipendentista in Catalogna. Avanzata dei compagni della CUP.

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Alle elezioni regionali catalane ha votato il 77% degli aventi diritto. Già questo è un dato da sottolineare perché in totale controtendenza rispetto al calo generalizzato dei votanti in tutte le elezioni di ogni ordine e grado in Europa. Evidentemente, in Cataluna la partita da giocare era reale essendo centrata sul desiderio indipendentista dei catalani che è risultato ampiamente vincente. Le forze indipendentiste hanno la maggioranza netta dei seggi ma hanno circa il 48% dei consensi. Su questa discrepanza è partito il coro dei partiti al potere in Spagna (il Partito Popolare al governo e l’opposizione di centrosinistra del PSOE) unito al coro dei giornali europeisti: l’obiettivo è minimizzare la portata di un voto storico contro il governo centrale spagnolo e contro l’unione europea. Il partito maggioritario (Junts pel si) è formato da autonomisti di centrodestra e di centrosinistra. Autore di politiche liberiste e antipopolari nel precedente mandato elettorale, ha virato verso l’indipendentismo, unendosi alla sinistra moderata di Esquerra Catalana A colpire positivamente è l’ottimo risultato dei compagni della CUP (candidatura di Unità Popolare) che uniscono l’indipendentismo con l’anticapitalismo, con la lotta all’austerità e contro l’Unione Europea. I compagni della CUP hanno ottenuto circa l’8% dei consensi triplicando i propri consiglieri (da 3 a 10). Stesso risultato dell’alleanza tra Podemos e Izquierda Unida che, continuano a sostenere un timido autonomismo e la necessità di non uscire dall’Unione Europea.
La partita catalana è l’ennesimo passaggio di un processo in cui le classi popolari cominciano a ribellarsi alla forma di colonialismo soft imposto dalla Ue agli stati e alle regioni. L’indipendentismo della CUP è qualcosa di completamente diverso dagli indipendentismi xenofobi di Lega Nord e affini. E’ una forma di autodifesa contro i tagli imposti a livello europeo ai popoli. Nella tradizione spagnola questo è un tratto distintivo che accumuna le forze anticapitaliste e indipendentiste catalane, basche e della Galizia.
Da sottolineare anche, che per la prima volta, la sinistra che rifiuta la gabbia dell’Unione Europea riesce a contendere molti consensi alle altre forze di sinistra come Podemos e IU che continuano a rimuovere qualsiasi discorso che non sia rigidamente europeista. Per loro, evidentemente, la questione greca è passata senza lasciare traccia alcuna.
Auguri di buon lavoro ai compagni della CUP, la partita che si apre è difficile ma si parte con il piede giusto.

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