Un popolo che non si piega. Cronaca popolare dal Venezuela socialista

Pubblichiamo una traduzione dallo spagnolo di alcuni racconti di cittadini venezuelani che hanno votato per la Costituente. Li abbiamo tradotti dal sito di Tatuy Television Comunistaria. Si tratta soprattutto di racconti dalla zona di Merida dove sono molto attive le squadre fasciste così amate dai “democratici” di casa nostra. Per una volta non facciamo analisi politiche ma lasciamo la parola a un popolo che nonostante le difficoltà continua a credere che lottare per un mondo migliore sia l’unica cosa giusta da fare. Dietro le apparenze e le analisi rimane sempre sullo sfondo la ragione di fondo che spinge le classi popolari a schierarsi da una parte che sentono loro e che vogliono difendere. Ecco, se dovessimo proprio dire una cosa che ci appare importante, quella ragione di fondo è il cuore di ogni ragionamento politico. Per alcuni è una ragione di vita tale che deriva non tanto da ciò che rappresenta un ideale astratto ma da ciò che rappresenta l’essere parte di una classe sociale. La classe degli sfruttati contro gli sfruttatori

Viva il popolo venezuelano. Viva il socialismo. Morte all’imperialismo

Siamo del Rincon settore de La Esperansa, dalle 6 del mattino un gruppo di 50 persone ha tentato di uscire dal quartiere. Siamo stati aggrediti verbalmente dai guarimberos di Los Sausales. Siamo riusciti ad attraversare Casablanca per poi essere presi a pietrate nel mercato Murachi. Abbiamo dovuto uscire correndo per passare il viadotto e arrivare a Glorias Patrias dove si trovava l’autobus che ci ha trasportati fino a La Hechicera dove era il nostro seggio dove abbiamo esercitato il nostro voto. Dopo era impossibile ritornare siccome l’affluenza delle persone era aumentata e anche la furia dei terroristi. Per questo abbiamo dovuto ritornare lungo i sentieri da Santa Rosa a La Hechicera fino ad arrivare nuovamente al Rincon. E’ stato un cammino di quasi tre ore però siamo felici di essere riusciti a compiere il nostro dovere e difendere la Patria e la Rivoluzione

Da Merida: vivo nel barrio del Ponte La Pedregosa e alle 5 del mattino ho tentato di scendere alla scuola Lara però i terroristi non lasciavano passare. Siamo tornati indietro per riflettere, abbiamo visto che un signore veniva colpito e varie signore venivano rincorse per rubargli le schede elettorali. Così è passata la mattina. Dopo la colazione abbiamo deciso di attraversare la montagna e scendere a Los Curos. C’erano alcuni ostacoli e barricate ma siamo riusciti ad avanzare verso Negro Primero e siamo riusciti ad arrivare a votare. E’ stato lo stesso al ritorno ma neanche la pioggia ci ha fermato.

Da Caracas: Il mio vicino mi racconta che in alcune zone dove c’erano guarimberos la gente è uscita travestita come per andare in spiaggia…parlavano persino male del chavismo con questi guarimberos perché non ci fosse nessun dubbio e poi andavano a votare

Da Merida: oggi sono passato da Unearte e ho parlato un po’ con Ildemaro. Loro stavano uniti quando gli hanno sparato. Questi ragazzi sono eroi. Stavano difendendo il seggio di San Miguel da dei guarimberos che lo volevano assaltare e incendiare. I cittadini li hanno affrontati e rincorsi tirando pietre…poi, tra le pietrate, si sono sentiti gli spari dalle file dei guarimberos. Tutti correvano e Ildemaro si gira e vede che Wilson zoppicava e rimaneva indietro. “Io sono tornato indietro da lui mentre tutti correvano” ha detto Ildemaro. “Il Torcio (soprannome di Wilson) è colui che mi ha formato, che mi ha introdotto in questa lotta, è un fratello”. Lì è riuscito a portarlo in un posto sicuro ed è ancora nel quartiere dove lo hanno visitato alcuni medici. Non sanno se andare all’ospedale perché diranno “questo è uno dei “colectivos” e pensano che questo possa far si che gli taglino una gamba, magari qualche medico traditore. E anche se può sembrare paranoico può succedere.

Da Tatuy Television Comunistaria

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