Potere al popolo: il nostro 25 aprile

Essere antifascisti oggi

Festeggiare il 25 aprile significa ricordare il sacrificio dei nostri Partigiani che hanno dato un contributo enorme nella liberazione di Genova, dell’Italia e dell’Europa dal fascismo. Ma significa anche chiedersi come agire per combattere i nuovi fascismi che ogni giorno rispuntano nelle nostre città. Significa quindi capire le cause politiche che fanno riemergere quei fantasmi del passato che, nella nostra Costituzione, vengono considerati un pericolo da evitare a ogni costo.

Il fascismo è storicamente la risposta sbagliata a situazioni di crisi economica e sociale. Se la risposta è sbagliata occorre però lavorare perché quelle condizioni cambino.

Allora diciamo che per noi essere antifascisti significa lottare per una diversa società libera dallo sfruttamento dei lavoratori indipendentemente dal colore della pelle, per una società in cui la povertà deve essere combattuta ogni giorno, per una società in cui non vi siano ricatti tra diritti al lavoro e a vivere e lavorare in un ambiente sano e sicuro. Per una società in cui i diritti civili sacrosanti vadano di pari passo con i diritti sociali che ogni giorno ci vengono sottratti.

Essere antifascisti significa quindi nel concreto chiudere le sedi fasciste come chiede la Costituzione e non equiparare il fascismo a altre ideologie come votato da centrodestra e centrosinistra a Genova. Significa lottare contro la destra che multa chi fruga nei cassonetti o chi è costretto a fare l’elemosina ma anche lottare contro quel centrosinistra che ha fatto sì che molti poveri siano costretti a farlo. Significa lottare contro la devastazione del territorio a favore degli speculatori a differenza di chi è unito a favore di grandi opere che servono solo alla mafia. Significa lottare per il diritto alla casa per tutti difendendo anche chi occupa per un tetto quando ci sono decine di migliaia di case sfitte. Significa considerare le leggi sul lavoro e sulle pensioni imposte dal PD come attacchi durissimi a chi lavora. Significa essere contro le privatizzazioni di sanità, trasporti, acqua e beni essenziali. Significa lottare contro la svendita continua del nostro patrimonio industriale alle multinazionali che prendono i soldi e scappano. Significa non rassegnarsi a vedere la riduzione della democrazia a un teatrino in cui a decidere sono solo pochi burocrati della UE. Significa essere concretamente contro la guerra, contro la NATO, contro le basi militari, contro il businnes della vendita delle armi.

Per questo poco ci importa fare una distinzione tra una destra schifosa (come quella che governa la nostra città e la nostra Regione) che alimenta l’odio razziale e contro i poveri e un centrosinistra ipocrita che si ricorda dell’antifascismo solo il 25 aprile o quando c’è da raccattare qualche voto mentre tutti gli altri giorni applica le stesse ricette economiche e sociali.

Per noi essere antifascisti è una cosa diversa. Significa dare potere a chi lavora, a chi è sfruttato. Significa dare potere al popolo.

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