Die toten mahnen uns

Il 15 Gennaio del 1919, 100 anni fa, le truppe della socialdemocrazia tedesca catturano a Berlino Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg. Li uccidono, si accaniscono sui corpi. Consegnano Liebknecht come il cadavere di uno sconosciuto, gettano il corpo di Rosa Luxemburg in un fiume.

Ci sono morti pesantissime.E questa è una delle morti più pesanti per il proletariato mondiale perché soffocò la rivoluzione spartachista impedendo al movimento rivoluzionario di allargarsi dalla Russia all’Europa, dopo il macello della prima guerra mondiale.
Ma sono anche omicidi inutili. Perché ritardano soltanto la fine di una società vecchia, destinata a marcire sotto la forza della nuova società. Il monumento a Rosa di Berlino fu distrutto dai nazisti, la frase che riportiamo è scolpita nella pietra al memoriale dei socialisti. Ogni anno, migliaia di compagni, sotto il gelo, manifestano in corteo gridando forte il nome dei nostri morti. Ricordando che l’umanità ha un sogno che non può che trasformarsi in realtà: la Rivoluzione.

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