Torniamo in piazza. L’ora di unire le lotte

Sabato 6 giugno si terrà un presidio alle 15,30 sotto la Sede dell’INPS. Il presidio è indetto per chiedere lo sblocco immediato dei soldi della cassa integrazione per chi non lavora e a sostegno del reddito per le classi popolari. Mercoledì 10 giugno, dalle ore 17 in Piazza De Ferrari si terrà invece un corteo nella giornata nazionale per il diritto allo studio, con una piattaforma che chiede la riapertura delle scuole e dell’università a settembre, il blocco della terza rata universitaria, un sostegno per chi studia fuori sede (blocco degli affitti) e finanziamenti per l’istruzione pubblica.

Fino dai primi giorni dalla fine del lockdown la nostra città è stata attraversata dalle rivendicazioni degli studenti, dei docenti e delle famiglie, degli addetti alle mense, dei lavoratori ILVA, dei lavoratori dello spettacolo e della sanità. Tutte queste lotte chiedono una cosa sola: che la crisi non venga pagata dai lavoratori, che la si smetta con i tagli e le privatizzazioni.

La pandemia ha solo accresciuto una situazione di difficoltà economica che era già in atto. Una crisi che i governi hanno sempre scaricato sulle classi popolari. Disoccupazione, precarietà, tagli al settore pubblico sono stati la regola in questi anni.

La pandemia e il suo carico di lutti non sembrano aver insegnato nulla. Oggi l’unica cosa certa sono fiumi di denaro regalati ai padroni e alle imprese, il debito privato che si trasforma in debito pubblico, nessun sostegno alle classi popolari.

Il sistema economico e politico al potere vuole continuare con le politiche di sempre e noi dobbiamo impedirglielo. Possiamo farlo con le lotte ma non dividendoci in settori con rivendicazioni singole ma lottando tutti insieme.

Le due giornate di sabato 6 e mercoledì 10 devono essere solo l’inizio di un percorso di lotta delle classi popolari contro chi ci sfrutta tutti i giorni.

Ci vediamo in piazza!

Di seguito il testo di convocazione del presidio del 6 giugno, le locandine degli eventi con gli appuntamenti e un video di lancio del 6 giugno. Saremo in tantissimi a Genova e contemporaneamente in tante piazze italiane

Collettivo Comunista Genova City Strike

Con l’inizio della fase 2, non si contano le categorie e le realtà che scendono in piazza quasi quotidianamente per esprimere il disagio di una condizione sociale insostenibile.
Gli incredibili ritardi nel versamento degli ammortizzatori sociali, la finta sanatoria dei lavoratori stagionali, le difficoltà di insegnanti e studenti alle prese con la formazione online, le condizioni di sicurezza sui posti di lavoro sempre più precarie sono solo alcuni esempi dell’attacco dei padroni e del governo alle condizioni di vita di larga parte della popolazione.

Il fronte padronale capitanato dal neo presidente di Confindustria Bonomi invoca solo aiuti a sostegno delle aziende e vorrebbe scaricare nuovamente il costo di questa crisi su lavoratori, disoccupati e studenti, quando solo con la tassazione del 10% del 10% dei patrimoni più ricchi si potrebbe limitare un nuovo massacro sociale.

Se pochi privilegiati raggiungeranno le loro seconde o terze case e si daranno ad una surreale villeggiatura in tempi di pandemia, per gli sfruttati e le sfruttate, la fase che dovrebbe iniziare tra pochi giorni sarà quella dei distacchi delle utenze per le bollette non pagate, della ripresa degli sfratti e dei pignoramenti, dei licenziamenti, per non parlare delle complicazioni delle patologie trascurate dalla sanità in questo periodo e delle mille altre contraddizioni pronte ad esplodere.

Organizziamoci in un fronte comune di lotta per resistere ed opporci alle politiche di profitto per pochi e fame e miseria per molti.

NON SAREMO LA LORO CARNE DA MACELLO

LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI

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