Sabato 4 dicembre: anche a Genova il #nodraghiday

Anche a Genova, come in tante piazze d’Italia, sabato 4 dicembre si terrà il No Draghi Day. Appuntamento in Piazza Caricamento alle 15 e 30

La Legge di Bilancio prodotta dal governo Draghi conferma il nuovo e pesante attacco alle condizioni di vita dei settori sociali più deboli del paese mentre stanzia ulteriori risorse per le grandi imprese e le rendite finanziarie.

Gli aumenti dei prezzi delle materie prime e dell’energia provocano un rincaro delle bollette e del caro vita che colpiscono lavoratori e lavoratrici, pensionati e gli strati più poveri della popolazione.

Sulle pensioni si mantiene il famigerato impianto della Fornero, quindi un rialzo dell’età pensionabile, anche se per ammorbidire si propone quota 102 per il prossimo anno.

Sul Reddito di Cittadinanza si introducono misure per restringerne la platea e per forzare i percettori ad accettare qualsiasi lavoro: part time, a tempo determinato e a grande distanza dalla residenza. Sul fisco si preannuncia l’abolizione dell’IRAP, cioè dell’unica tassa ineludibile per le imprese, mentre le riduzioni per i lavoratori verranno indirizzate verso i redditi medio-alti (tra i 28 e i 55mila euro).

Mentre è ormai operativo lo sblocco totale dei licenziamenticrescono i morti sul lavoro e sono ancora visibili gli effetti pesantissimi della crisi pandemica, la manovra economica concentra le risorse sulle grandi imprese, nella stessa logica del PNRR. Quasi inesistenti gli investimenti pubblici nei settori chiave della vita sociale, come sanità, scuola e trasporti urbani, fondamentali anche per contrastare, oltre ai necessari vaccini, la diffusione della pandemia. Non sono previsti interventi per rialzare i salari in un paese dove è in forte crescita il lavoro povero. E’ riesumato il progetto di autonomia differenziata, destinato ad aumentare le differenze territoriali e sociali. Non ci sono interventi sulla drammatica questione abitativa per incrementare l’offerta di alloggi popolari, né risposte al dramma degli sfratti.

Con la legge di bilancio e il ddl sulla concorrenza, Draghi sta realizzando i diktat dell’Unione Europea e soddisfacendo tutte le richieste di Confindustria, senza incontrare opposizione sul piano politico e con il silenzio complice di Cgil, Cisl, Uil.

Il riuscito sciopero generale dell’11 ottobre, promosso da tutto il sindacalismo conflittuale e di base, ha individuato con precisione i temi sui quali proseguire la mobilitazione.

  • No ai licenziamenti e alle privatizzazioni
  • Lotta per il salario e il reddito garantito
  • Cancellazione della Legge Fornero
  • Contrasto al carovita e ai diktat dell’Unione Europea
  • Rinnovi contrattuali e lotta alla precarietà per la piena occupazione
  • Forti investimenti per scuola, sanità, trasporti e previdenza pubblica, contro le spese militari e le missioni all’estero, a favore di una necessaria spesa sociale
  • Per un fisco equo che aggredisca le rendite e riduca le disuguaglianze sociali

Il sindacalismo di base propone una Giornata di protesta nazionale per il prossimo 4 dicembre denominata “No Draghi Day” e invita tutti i movimenti e le realtà sociali e politiche a costruire la mobilitazione in forma unitaria e condivisa. La Giornata sarà caratterizzata da cortei regionali che avranno l’obiettivo di difendere la libertà di manifestare contro ogni odioso divieto a sfilare sotto i palazzi delle istituzioni.

Cobas-USB-ORSA

Prime adesioni:

CALP, Collettivo Comunista Genova City Strike, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Sinistra Anticapitalista, Vedo Terra

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