Terzo Valico, mafia e corruzione. Chi l’avrebbe mai detto?

no-tavUn nostro intervento. Pubblicato anche da Rivista Contropiano

Come ci informa il quotidiano di Confindustria e come ci confermano (con dovizia di particolari i giornali di informazione locale), la Guardia di Finanza ha eseguito una operazione anticorruzione che ha portato ad arresti e misure cautelari nei confronti di imprenditori e politici legati ad alcune opere pubbliche tra cui la più corposa è la tratta genovese e del basso Piemonte del TAV nota come Terzo Valico dei Giovi.
Su questa partita (un progetto complessivo nell’ordine di 6,2 miliardi di euro in parte già finanziato dallo Stato e con lavori già avviati) l’operazione consta di 14 indagati tra cui dirigenti passati e attuali del Cociv, il consorzio di imprese che gestisce i lavori e distribuisce i subappalti.
Ovviamente conosciamo la differenza tra le indagini della magistratura e i processi e per questo siamo cauti, ma le ricostruzioni e i video prodotti dagli inquirenti sembrano lasciare poco spazio a dubbi di sorta.
Le accuse vanno da tangenti vere e proprie fino alla “normale” collusione legata alla gestione dei bandi per gli appalti con il solito contorno di escort provenienti da paesi esotici.
La lotta contro il terzo valico aveva già fatto emergere in passato le infiltrazioni e le corruzioni varie legate all’opera. Ad oggi la magistratura aveva già rivelato infiltrazioni mafiose legate a clan conosciuti ma, più che altro, si era accanita contro gli attivisti NO TAV che hanno fatto il pieno di denunce, misure cautelari, fogli di via.
Ovviamente per aver lottato contro un’opera inutile dal punto di vista economico, dannosa per l’ambiente e utile al più ad arrichire le casse di qualche imprenditore. Ora sappiamo che era utile anche a distribuire soldi e appalti a corrotti e corruttori.
Detto questo, il terzo valico non è soltanto un’opera legata agli interessi di qualche mafioso o imprenditore corrotto ma è tutt’ora un’opera fondamentale per il Governo Centrale, e per il PD in particolare, che continua a destinare fondi, per il Governo locale che per bocca del Sindaco e della Regione continua a considerare quest’opera come prioritaria, per il Sindacato Confederale che è sceso più volte in campo propagandando l’opera.
Ora attendiamo che costoro si indignino, chiedano chiarezza e pulizia. Ovviamente lo faranno con lacrime di coccodrillo mentre coloro che continueranno a pagare saranno gli attivisti convocati in tribunale rei di averci messo la faccia in presidi e cortei, i cittadini che vedranno il loro territorio devastato da scavi e gallerie inutili, i lavoratori (pochi) che faticano per pochi soldi e rischieranno di essere mandati a casa mentre avrebbero potuto essere impiegati in opere utili alla comunità, i cittadini che faticano a capire perché non ci sono i soldi per la sanità, per i trasporti pubblici, per la messa in sicurezza del territorio, per recuperare il patrimonio abitativo pubblico ma ci sono solo per nutrire gli appetiti dei soliti noti, sia quelli onesti che quelli disonesti.
Che poi, come spesso capita, son la stessa cosa.

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