La Resistente: la priorità è riprendere il campionato?

Riprendiamo un testo dei compagni de “La Resistente” pubblicato ieri sulla propria pagina fb. Gli atleti socialisti prendono parola sulla eventualità della ripresa del campionato di seconda categoria. Siamo d’accordo con quanto affermano i compagni e sulle priorità che si hanno in questo momento. Viva il calcio popolare….Di seguito il comunicato:
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In questi giorni si sta tornando a parlare di una possibile ripresa dei campionati dilettanti. E c’è chi, mentre gli ospedali sono pieni e il numero delle vittime giornaliere è di nuovo ai livelli di aprile, inizia già a ipotizzare delle date per la ripartenza. Per questo abbiamo sentito l’esigenza di precisare la nostra posizione.
La priorità per noi non è riprendere il campionato, anzi al momento siamo contrari. Pur essendo consapevoli che la situazione è in continua evoluzione, ora come ora non vediamo le condizioni nè per riprendere il campionato, nè per praticare uno sport di contatto come il calcio.
Lo diciamo per tutelare la salute nostra e di chi ci sta vicino ma anche per non rischiare di contribuire ad aumentare i contagi e quindi la pressione su un sistema sanitario che è già al collasso.
Insomma non rivendichiamo il diritto a tornare a giocare, perché per quanto ci riguarda o lo si fa in sicurezza o non lo si fa e in questo momento, a livello dilettantistico e amatoriale, riteniamo sia impossibile farlo in sicurezza. E a dire il vero pensiamo anche che ci siano altre priorità.
Certo siamo ben consapevoli che per fare andare avanti lo sport di vertice e soprattutto il business che ci gira intorno, per fare continuare il carrozzone della serie A, non mancano mai i soldi per fare tamponi ogni 5 minuti ai giocatori e per rispettare le più stringenti misure di sicurezza (e nonostante questo abbiamo visto quanti casi di contagio si sono registrati anche a quei livelli..).
Ma non siamo così ingenui da pensare che nello sport dilettantistico possa succedere lo stesso, che possano essere investiti anche solo un decimo di quei soldi per garantire davvero la salute di chi lo pratica.
Non potendo mettere in atto azioni concrete di mitigazione del rischio, si è preferito far ripartire la stagione (salvo poi essere costretti dopo poco a rifermarsi) con un protocollo inapplicable, che non fa altro che scaricare le responsabilità sulle singole società.
Per adesso quindi La Resistente non scenderà in campo neanche per allenarsi. Anche perché farlo potrebbe essere interpretato come un segnale di disponibilità verso la ripresa dei campionati.
Al momento, però, quello che più ci preoccupa sono le conseguenze economiche di questa seconda ondata di Covid. Il rischio è che scompaia una bella fetta dello sport di base, che molte società dilettantistiche e tantissime realtà amatoriali non riescano a riorganizzarsi e a sostenere i costi per iscriversi di nuovo al campionato e continuare a svolgere la loro funzione sociale e aggregativa quando la tempesta sarà passata.
La battaglia in difesa del diritto allo sport, che è anche diritto al benessere e alla salute, secondo noi passa soprattutto di qua.
La Resistente 23 novembre 2020
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