In Porto, i padroni tornano all’attacco contro i lavoratori. La risposta di USB

Con una lettera, otto terminalisti del Porto di Genova aderenti a Confindustria, hanno “pensato bene” di minacciare l’autorità portuale e la CULMV per una sorta di ricatto ripetuto che, a loro dire, si terrebbe da anni nel Porto di Genova. I terminalisti, che in questi anni hanno fatto guadagni enormi pure in periodo di pandemia, sostengono che l’Autorità Portuale sarebbe connivente con la CULMV di cui lamentano il monopolio nella fornitura di lavoro.

I padroni fanno il loro mestiere, i lavoratori faranno il loro come sempre. La lettera è ovviamente un esempio di lotta di classe dall’alto, l’unica permessa di questi tempi. Non occorre stupirsi, ma se fossimo tra amici, non lo siamo…, si potrebbe dire che hanno la faccia come il culo.

Il monopolio vero è quello dei padroni: gestiscono loro la domanda di lavoro imponendo ritmi, mansioni e pagamenti. La CULMV rispetta semplicemente la legge e quell’articolo 17 che era stato inserito proprio per accontentare i terminalisti.

La CULMV ha appena approvato un piano di rientro economico, quale migliore occasione per i terminalisti di intervenire per ottenere ciò che vogliono: gestire direttamente la forza lavoro per spremerla ancora di più, pagare meno, abbassare diritti e tutele, guadagnare e fare più profitti. Di seguito il volantino di USB che si rivolge direttamente ai lavoratori e non chiede un piano istituzionale perché senza la lotta sociale non ci saranno né prefetti né amministratori a difendere chi lavora. Queste autorità infatti, per contratto e abitudine, sono abituati a stare con chi sfrutta.

COMUNICATO SINDACALE

Lettera Aperta ai Padroni del Porto di Genova.

Eravamo sotto l’egida della Marina Mercantile.
E NON VI ANDAVA BENE.
I Vostri servitori dello stato, ci hanno obbligato alla privatizzazione.
Eravamo una Cooperativa privata in Autogestione.
E NON VI ANDAVA BENE.
Ci avete accusati di farvi concorrenza sleale, in realtà vi faceva gola il nostro Terminal, e ci avete accordato un “Patto sul Lavoro” che avete disatteso nei fatti, nascondendovi dietro a beghe immobiliari fra di Voi per qualche Metro Quadro!!!
Da qualche anno siamo Art”17″, vincolato da regolamento, che Voi avete fortemente sostenuto pressando la stessa Autorità Portuale, al tempo presieduta da altri, che oggi volete mettere in mora.
E NON VI ANDIAMO BENE.
Non ci permettete di pareggiare, i bilanci, se prima non fate ,grazie alla Gran Cassa, passare quello che ci è Dovuto per una Vostra Elargizione Bonaria, ma tacete sul ritardo nei pagamenti delle fatture, di alcuni di Voi, che noi non abbiamo mai messo in mora, perché abbiamo rispetto dei lavoratori che presso di Voi operano, ai quali Voi non rinnovate il CCNL.
E NON VI ANDIAMO BENE.
Siamo gli unici a rispettare il blocco degli organici, non potendo associare giovani alla nostra Compagnia. Mentre Voi considerate i piani d’impresa una pastoia burocratica da tenersi in qualche schedario ad impolverarsi, senza che nessuno Ve ne chieda conto.
E NON VI ANDIAMO BENE.
Ci accusate di essere monopolisti dei picchi di lavoro, ma non dite che senza di essi, voi potete non avviare al lavoro nemmeno un Socio della Compagnia, lasciandoci a “pane e acqua” (basso Salario e Bilancio negativo), senza che nessuno vi imponga una percentuale minima di avviamento.
E NON VI ANDIAMO BENE.
Ma perché non vi andiamo bene? A già Voi volete Mano Libera…..le vostre parole d’ordine sono AUTOPRODUZIONE ed AUTOMAZIONE, noi le traduciamo con BASSI SALARI e DISOCCUPAZIONE.
La corda (quella della Pace Sociale) si sta spezzando, siete sicuri che con il CULO per terra ci finiscono solo i lavoratori???

Genova, 20 febbraio 2021 USB CULMV

Unione Sindacale di Base sez. Porto di Genova

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