Dovete morire da un’altra parte

I giornali e le televisioni gongolano sottolineando la grande vittoria del Governo Gentiloni e del ministro Minniti sul tema dei migranti. Il risultato del vertice di Parigi ribalta totalmente le sconfitte delle settimane scorse, quando l’Italia aveva ricevuto pacche sulle spalle ma tutti avevano fatto spallucce alle richieste di aiuto sulla gestione degli sbarchi nel Mediterraneo. Allora il PD aveva schierato tutte le sue risorse intellettuali e giornalistiche: addirittura qualcuno ipotizzava che la UE fossa morta a causa dell’indifferenza al dramma dei migranti. Improvvisamente oggi è tutto ribaltato e. ovviamente, tutto è merito di Minniti. Ora dovrebbe essere chiaro a tutti a cosa serviva il codice sulle ONG. Quando, un paio di settimane fa, le autorità libiche facevano finta di non essere a conoscenza della missione libica Governo italiano qualcuno faceva battutacce, ma in realtà c’era poco da ridere.

Quando la Francia decise di rompere gli indugi contro l’odiato Gheddafi (amico dell’Italia e in affari con il nostro governo) impazzavano i reportage giornalistici e i documentari sul sanguinario dittatore e sui campi di concentramento in Libia. Abbattuto Gheddafi, il presidente riconosciuto dalle Nazioni Unite Al Serraj è in difficoltà, mentre Francia, Russia e Inghilterra sostengono Haftar. Questo nella vulgata comune ha dato il via al flusso dei profughi (guerre, carestie, desertificazioni rimangono sullo sfondo del problema) che doveva essere fermato. E qui sta il capolavoro di Minniti con la missione in Libia a cui ieri ha dato avallo l’intera UE facendo rientrare in gioco anche la Francia.

Si parla di Piano Marshall per la Libia e per i paesi limitrofi, ma la pioggia di soldi servirà solo per armi e per ingrassare le casse dei trafficanti locali di uomini. Il tutto controllato dai gendarmi UE in loco con lo scopo di verificare che gli hot spot libici effettuino distinzioni tra migranti economici e profughi.

I cosiddetti campi di concentramento di Gheddafi (che allora erano una infamia a cui il mondo libero doveva rispondere) ritornano quindi in auge. Il progetto è perfetto per la UE. Siccome le morti in mare non erano accettabili si sposta il problema lontano dalle nostre coste, si allargano i confini della UE a Sud (come nel periodo delle colonie), ci si mette d’accordo per la spartizione degli appalti e per la gestione delle risorse naturali. Tutto questo avviene con la firma della UE che, se da un lato deve scontare qualche differenza tra gli interessi dei singoli Stati, prima o poi trova la quadra. A difesa degli interessi delle elite politiche e industriali che non coincidono con quelli dei proletari che migrano, i quali continueranno a morire lontano dai nostri occhi.

Se qualcuno ancora pensava che la UE avesse nel cuore i diritti dei più deboli e il rispetto dei diritti civili, indipendentemente dal colore della pelle o della nazione, è servito. Quando vi sarà il prossimo attentato in Europa contro cittadini inermi, magari ricordiamocelo. E smettiamola di gridare contro la barbarie islamica quando in realtà, dovrebbe essere evidente a tutti, che l’integralismo è alimentato e sostenuto da una politica imperialista, coloniale e genocida.

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