Ucraina, un’analisi di classe

odessaPresentiamo la scheda informativa del libro “Ucraina: un’analisi di classe” recentemente pubblicato dai compagni del Collettivo “Odessa, 2 maggio”. Il libro è disponibile a Genova. Chi lo volesse acquistare può scriverci citystrike@inventati.org, oppure contattatare (meglio…) direttamente gli autori all’indirizzo odessa2maggio@inventati.org
Il documento che vi presentiamo è il risultato del lavoro collettivo di diversi compagni. Scopo principale è stato fornire un quadro complessivo di quanto sta accadendo in Ucraina e nel Donbass.

Il nostro lavoro si è articolato su tre direttrici principali che abbiamo provato ad approfondire con un buon livello di dettaglio:

– Le relazioni sociali interne al Paese

– Le relazioni produttive

– Le relazioni politiche

La situazione attuale del paese è talmente fluida e complessa che pensiamo sia impossibile riassumere in alcune tesi. Il nostro tentativo è stato piuttosto quello di intercettare tendenze storiche e contraddizioni che si ripropongono anche ad altre latitudini, collegando tra loro vicende e dinamiche sociali solo apparentemente distanti.
La domanda che ci siamo posti è stata: cosa ci insegna la resistenza del Donbass rispetto a quanto accade oggi in Italia? Esistono delle relazioni dirette tra i proletari italiani e quelli ucraini?

Come abbiamo sintetizzato nell’introduzione possiamo affermare che il primo insegnamento che ci giunge dall’Ucraina è che la resistenza delle masse popolari, quando prendono le armi, non si esprime mai attraverso un processo lineare e limpido, come la nostra formazione ideologica ci porterebbe talvolta a credere e – soprattutto – a desiderare. Essa è al contrario il prodotto di mille contraddizioni che, a loro volta, ne producono altrettante.

Un secondo insegnamento riguarda il modo repentino in cui può cambiare lo scenario nel quale si lotta. Se è vero che lo scontro militare in Ucraina è il prodotto di processi storici ventennali, che hanno nella caduta dell’Unione Sovietica il loro inizio, è altrettanto vero che la rapidità con la quale gli eventi sono precipitati obbliga a considerare un fatto, ovvero: che il livello dello scontro è determinato dal capitale e dai suoi interessi immediati e strategici. Idraulici, minatori, fruttivendoli fino a qualche mese fa impegnati nel loro lavoro, oggi si trovano a combattere nelle milizie. Evidentemente, la velocità con cui l’imperialismo impone il terreno dello scontro è la stessa impiegata dai lavoratori per impugnare le armi.

Un terzo aspetto che ci sembra significativo riguarda la scomparsa dallo scontro della sinistra istituzionale ucraina, anche quando inquadrata nel Partito Comunista o in ciò che ne resta. L’ininfluenza degli eredi della sezione ucraina del Partito Comunista dell’Unione Sovietica è proporzionale alla loro deriva parlamentare e revisionista. Giunti alla resa dei conti, l’aver anteposto la lotta istituzionale alla resistenza contro l’imperialismo ha spinto quelle espressioni politiche nel dimenticatoio.
Anche questo ci sembra un insegnamento e un monito valido per ogni latitudine e non solo per l’Ucraina.

UCRAINA
Un’analisi di classe

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