Presidio solidarietà con il popolo catalano

Appuntamento mercoledì 11 ottobre alle ore 17 in Piazza San Lorenzo. Di seguito il testo che diffonderemo.

Il primo ottobre, al termine di un lungo processo politico, i cittadini catalani si sono recati alle urne in un clima surreale sotto gli attacchi della Guardia Civil spagnola. Nonostante la fortissima repressione e le intimidazioni, circa di tre milioni di cittadini catalani si sono mobilitati e hanno votato (al 90%) per il sì all’indipendenza. Il dato ufficiale parla di poco più di 2 milioni di voti ma migliaia di schede elettorali sono state sequestrate dalla Guardia Civil e molti seggi sono stati chiusi con la forza. La repressione ha colpito duramente con centinaia di feriti. Dopo due giorni, i sindacati di classe sono scesi in sciopero generale con manifestazioni di popolo, di lavoratori e giovani che hanno invaso le strade della Catalunya. Il nostro governo non ha esitato a schierarsi con Rajoy parlando genericamente di violenze ma in realtà le uniche violenze sono state portate dal governo spagnolo e dalla Guardia Civil contro un popolo pacifico. Non si è distinta la Commissione UE che ha dichiarato illegittimo il referendum.

L’indipendentismo catalano ha fortissime ragioni storiche e culturali. Questo sentimento è diffuso tra le masse, tra i lavoratori e tra i giovani. Sentimento che è andato radicalizzandosi negli ultimi anni anche in relazione agli effetti della crisi capitalista e delle imposizioni delle classi dominanti. Le classi popolari catalane hanno quindi ripreso in massa il sogno e la prospettiva dell’indipendenza e della creazione di una Repubblica. Questo sentimento si scontra con il governo e la monarchia spagnola che occupano in questi giorni il territorio catalano come un esercito di occupazione.

Si tratta di un fenomeno assolutamente non compatibile e opposto rispetto al farsesco indipendentismo della Lega o di altri movimenti xenofobi nel nord Italia. L’indipendentismo catalano è una richiesta assolutamente legittima, è animato da spirito democratico, solidale e antirazzista.

Lo sciopero generale del 3 ottobre è servito a chiarire il vero motore delle mobilitazioni: le manifestazioni di supporto che si sono tenute nei Paesi Baschi ma anche nelle principali città spagnole (piazze stracolme a Madrid, Siviglia e in altre città) stanno a indicare che parte notevole del popolo spagnolo supporta la rottura catalana perché vi intravede un processo di possibile di rottura con la monarchia, con i residui del franchismo, con le politiche di austerity della destra spagnola al governo.

Come anticapitalisti e comunisti genovesi non possiamo che schierarci a fianco del movimento di massa catalano. La loro lotta deve e può diventare la lotta di tutta la classe lavoratrice spagnola per l’avvio di un processo costituente popolare che porti all’avanzamento verso una federazione socialista non solo in Spagna ma in tutta Europa.

COLLETTIVO COMUNISTA GENOVA CITY STRIKE, PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI-GENOVA, PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA-FEDERAZIONE DI GENOVA, PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP-GENOVA, RESISTENZE INTERNAZIONALI, SINISTRA ANTICAPITALISTA-GENOVA, SINISTRA CLASSE E RIVOLUZIONE

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